martedì 2 aprile 2013

I wanna be a diva but...c'è crisi!


Questa settimana voglio raccontarvi la diva del cinema muto Mary Pickford, attrice canadese che nasce sotto il nome di Gladys Smith da una famiglia di attori itineranti. Proprio per la professione familiare, intrapresa anche dai fratelli, l'attrice si avvicina alle arti sceniche e nonostante il dramma del padre che abbandona la famiglia (per i suoi problemi con l'alcohol) ed in seguito muore per una emorragia celebrale, riesce a coltivare questa sua passione. Proprio durante un'interpretazione a Broadway venne notata dal celebre regista Griffith che, dopo averle cambiato il nome in Mary Pickford, l'accompagna nel mondo del cinema (più redditizio e facile da interpretare) e ne fa una star. Trovò velocemente l'apprezzamento da parte del pubblico che ben presto la soprannominò "la fidanzatina d'America", anche per i suoi ruoli da giovane ed ingenua ragazzina. Dietro alla camera si nascondeva invece una donna traumatizzata che appena sposata con un artista del cinema muto, l'attore Owen Moore, stava già pensando al divorzio a causa dei problemi d'alcolismo del marito e delle violenze domestiche a cui era costretta. Dopo aver lasciato il marito rinnova anche la sua vita pubblica aprendo e chiudendo continui contratti con potenti majors che finiscono per portarla ad essere l'attrice americana più pagata all'epoca. La Pickford, però, all'interno dei contratti non inseguiva la miglior retribuzione, ma la massima libertà di produzione che ottenne soltanto con la United Artist (associazione da lei fondata con l'aiuto di altri artisti fra cui Charlie Chaplin e l'allora marito Douglas Fairbanks). Anche il suo secondo matrimonio fu costretto ad una precoce fine, così come la carriera della Pickford in generale che, con l'avvento del sonoro ed in seguito del technicolor non riuscì più a farsi apprezzare dal pubblico. Persino i suoi ruoli da ragazzina non erano più credibili e nonostante tagliò i famosi boccoli d'oro (lei affermò che non fu per rilanciare la sua immagine, ma per ricordare la madre morta da poco a causa di disfunzioni e malattie avute dall'alcohol), non riuscì più a riemergere. Si ritirò a vita privata e iniziò a soffrire di depressione, iniziarono i suoi problemi con l'alcohol e le incomprensioni con i figliocci acquisiti dal terzo ed ultimo matrimonio. Morì negli anni '70 a seguito di una emorragia celebrale, lasciando un'eredità cinematografica unica nel suo genere (gli immensi e ancora attivi Pickford Studios ad Hollywood). Vediamo come possiamo tentare di assomigliare a questa diva del cinema muto con un budget massimo di 100 euro. Tanto per cominciare consiglio una gonna bianca con gli orli traforati (Riverisland, 26 euro) alla quale consiglio di abbinare una scamiciata tendente al lilla con la pettorina ricamata (Hollister, 31 euro) a sua volta accessoriata di una stola da portare a scialle (Nara Camicie, 34 euro).
Tot = 91 euro (con ciò che avanza iniziate a pensare a quest'estate...)
Il consiglio che posso lasciarvi questa settimana riguarda il resto dell'outfit...ovvero evitate di abbinarlo a sandali, borse etniche o fasce in testa, sennò il risultato non sarà da diva del cinema muto ed in bianco e nero, ma da gipsy metropolitana in una metropoli moderna.
MaryPickford

MaryPickford by lula6

Alla prossima settimana e...alla prossima diva!!!

2 commenti:

  1. Mamma mia che vita triste anche questa donnaaaa!!!!!nonostante il padre e lamadre alcolisti, lo è diventata lei e se li è pure sposati!!:OOOOO cmq....il suo stile, per fortuna era adorabile!!!!!e lo abbinerei a delle scarpette stringate!!!o decoltè con tacchettino!!*.*

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  2. A me lei fa anche di morta paura .. :S

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