martedì 3 aprile 2012

Liberté, egualité et macarons!


Lo scorso week end il mio ragazzo è stato a Parigi con la famiglia, e come souvenir mi ha portato diverse cose, fra le quali la gourmand della moda gastronomica: una scatola di macarones della pasticceria Ladurée. Un pò giocando sulla scia della loro tendenza, e un pò divertendomi a fare da conta storie, ho deciso di dedicare questo post al piccolo e mortale sandwich dolce. Come i cupcackes stavano a New York, i macarones stanno a Parigi, e dei primi parlo al passato perchè restano delle squisite prelibatezze senza tempo, ma che per stare al passo coi tempi, erano da consumare l'anno scorso.


Quest'anno sono di tendenza proprio i macarones, un dolcetto ideato nel XIV secolo da un pasticcere italiano, di Napoli per essere precisi. Che ribattezzo la pietanza maccheroni, per la loro somiglianza alla versione salata dell'omonimo piatto. I biscotti furono portati in Francia da Caterina de Medici, che li trasformò nel dolce di culto e corte del paese. A Parigi si tramandò la tradizione, rivisitata e corretta da mani con la erre moscia, fino a farlo diventare le  macaron, un dolce tipico francese. I macarones devono, però, la loro posizione aristocratica alla regina Maria Antonietta, che nel 1682 lo proclamò suo dolce preferito (il piccolo gossip storico è stato molto sfruttato anche dalla regista Sofia Coppola nel film-biografia del delfino di Francia). In ogni caso, se dobbiamo proprio associare una data allo sfizioso dolcetto, dobbiamo parlare del 1862.


Proprio in quella data i macarones trovano casa, un luogo geografico d'appartenenza che negli anni diverrà il loro simbolo: apre la pasticceria Ladurée. Pasticceria parigina che nasce come panetteria sotto le mani di monsieur Louis Ernest Ladurée, che solo grazie a sua moglie trasforma la sua canonica attività in qualcosa di davvero speciale. E' proprio madame ha creare la sala da the con tanto di pasticceria, specializzata proprio nella produzione dei macarones che venivano tanto bene al marito. La pasticceria, con gli anni, è diventata un culto per la città e si è spanta in varie locazione: sulla promendade dei campi elisi, a Montmartre, vicino a Notre Dame ecc... Solo nel 1997 riesce a sconfinare dal territorio francese col gruppo Holder, che l'acquista e la trasforma in un marchio commerciale con attività a Tokyo, New York, Milano e Londra.


In sintesi si tratta di una sorta di sandwich dolce con due meringhe fatte a cupola, ripiene di marmellate (anche se all'origine erano col burro o la panna) e altre creme particolari. Ad oggi si differenziano dagli originali, per intendersi da quelli che mangiava Maria Antonietta, per la varietà di gusti (da quello ai mirtilli, a quello al cioccolato, quello al caffè, al limone, alla fragola e persino zafferano, olio di oliva ecc) e per la loro colorazione (che non è sempre naturale...all'epoca della regina dubito esistessero i coloranti). Quello che rende, ancora oggi, della pasticceria Ladurée un'eccezione al regolare pasticcino, riguarda l'impacchettatura: le scatole con la scritta color oro diventano di per sé un dolcetto da conservare.

Ma voi preferivate i vecchi Cupcakes o i più moderni Macarones? (a livello di gusto ovviamente).

2 commenti:

  1. Ah vabbè il cupcake è un bello sbrodoloso che da vera soddisfazione glicemica!!I macarons a me nn sono piaciuti ma ho assaggiato solo il sapor nocciola e non della durèè!Ci sta che il mio fosse una ciofeca quindi!!! Non amo molto le meringhe, però devo dire che visivamente hanno un bell'impatto, più raffinato del cupcake, snob proprio parigino..

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  2. A me addirittura piacevano i cari e buon vecchi Muffin

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