martedì 3 luglio 2012

Golosità non dette dai libri di storia


Avevamo già visto come e quanto pesa la  popolazione mondiale, vedendo come oscilliamo da stati in sottopeso (Eritrea) a stati oversize (Canada), ma guardando nello specifico si calcolano ben 287 milioni di tonnellate di peso umano sulla terra, dove 15 milioni di tonnellate sono i sovrappeso e 3 milioni di tonnellate gli obesi; che a sua volta sono suddivisibili fra Europa (col 55,6 per cento di abitanti in sovrappeso), America (con 3/4 di abitanti obesi) e Asia (col 24,4 per cento di abitanti non in linea). Tutto ciò ci ha permesso di trarre delle stime di pesi medi, per esempio in America la maggior parte degli adulti di ambo i sessi è di 80kg, in Europa 71kg ed in Asia 57kg.
Questo è quello che si può leggere in ogni dove ad oggi, ma siamo sicuri di sapere come siamo arrivati a questo? Eccovi un piccolo excursus di golose curiosità sui grandi artisti del passato e sulle loro abitudini a tavola...


Già nell'Antica Grecia si era capito l'importanza del corpo, tant'è che agli atleti greci venivano fatti masticare semi di finocchio selvatico per aiutarli a restare in forma. Un consiglio su come restare in linea lo aveva anche Ippocrate che consigliava una corsa post pranzale, induzioni di vomito a fine pasto e beveroni a base di aceto che lui considerava ottimi rimedi per "la snellezza delle forme, che è prova di salute". Tutt'altra scuola quella dei Pitagorici che, senza dare grandi spiegazioni e motivazioni, istituirono alcune regole gastronomiche "Astieniti dalle fave, non toccare un gallo bianco, non spezzare il pane, non addentare una pagnotta intera, non mangiare il cuore".


Dell'Antica Roma è ormai nota a tutti la loro insana abitudine di abbuffarsi, vomitare per poi riabbuffarsi. In realtà era un vezzo solo di alcuni ricchi in determinate situazioni, precisamente del più grande scialacquatore del tempo, Apicio, che fu anche criticato da Seneca per il suo stile di vita sfarzoso e ingordo; ma a lui dobbiamo l'invenzione della fois gras. In quel periodo era facile morire di gotta, obesità o soffrire di calcoli, come il povero Orazio che non riusciva a spiegarsi i suoi dolori allo stomaco. All'Imperatore Domiziano dobbiamo l'invenzione e l'uso della tovaglia, poichè fino ad allora veniva semplicemente ripulito il tavolo ad ogni portata, così come possiamo riconoscere nella figura di Plinio il vecchio il primo grande dietista: era abituato a fare 3 pasti al giorno (nonostante gran parte dei romani saltassero l'attuale pranzo), a mangiare in orari ben distribuiti (dopo le 20 in inverno e dopo le 21 in estate), variare la dieta (quasi tutti i romani andavano avanti a polenta di farro, pane integrale e legumi) e a non cuocere troppo gli alimenti (generalmente una fetta di carne veniva cotta prima nell'acqua, poi nel latte ed infine in una salsa di spezie).


Col Medioevo sappiamo che gran parte dei rigori gastronomici furono dettati dalla Chiesa, ma ciò non impedì a San Tommaso d'Aquino di essere obese, ad Erasmo da Rotterdam di mangiare la carne anche nei venerdì di Quaresima e a Kant di pasteggiare a merluzzo, senape (di cui andava pazzo) e bollito di vitello. La Chiesa abolì anche la colazione, che generalmente veniva fatta segretamente come eventuali spuntini fra i due pasti principali, ma sono questi gli anni in cui fu inventato l'aperitivo (si pensava che attivasse la digestione) e l'uso dei digestivi a fine pasto. Ciò che sconvolse maggiormente la popolazione fu l'uso dello zucchero e quindi la stragrande varietà di dolci che invase le tavole: Venere, Simonetta Vespucci, amata da Giuliano de Medici e modella di Botticelli ne La primavera e ne La Venere, mangiava solo biscotti e meringhe.


Si pensa che l'anoressia è una piaga sociale solo della nostra epoca ma in realtà esistono altri esempi storici, un caso spesso citato è quello della principessa Sissi che fu descritta dai suoi servi come una pazza che dormiva con panni bagnati avvolti ai fianchi per prevenire la cellulite, seguiva una dieta ferrea (dove alternava periodi di digiuno a periodi di succhi di carne  cruda), si pesava anche tre volte al giorno per controllare di non superare i 50kg (dove 5kg pesavano solo i capelli) di peso e misurava di continua il girovita (50 cm), circonferenza fianchi e polpacci. Altro caso esemplare è quello di Lady Caroline Lamb che fu abbandonata da Lord Byron, ma non dandosi per vinta continuava a seguirlo ed ossessionarlo tant'è che lo scrittore affermò "Sono perseguitato da uno scheletro!" riferendosi alla forma fisica della donna.


Nell'Ottocento si moriva o di sifilide o di gotta, nel secondo caso forse la dieta seguita dalla popolazione poteva essere un ottimo motivo, soprattutto se si pensa che Baudelaire a pranzo mangiava sempre arrosto freddo con tè e a cena lo stesso con un pò di vino. Dieta carnivora anche per Maupassant che si teneva in forze mangiando uova, selvaggina e carne rossa frullata nel latte; particolare anche Stendhal che pretendeva di consumare ad ogni pasto una bistecca, una bottiglia di Saint-Julien, un frutto, un gelato ed una tazza di caffè. Da loro si scosta Proust che, nei suoi ultimi anni di vita, faceva un solo pasto al giorno servitogli almeno 8 ore prima di andare a letto. Questo pasto era costituito generalmente da due uova servite con salsa alla panna, un'ala di pollo arrosto, tre croissant, un piatto di patatine fritte, un pò d'uva, del caffè e una bottiglia di birra.


Anche il filosofo Nietzsche era fiscale nell'alimentazione, tanto da arrivare a farsi una dieta da solo che prevedeva a pranzo 1/4 di cucchiaio di brodo di Liebig (da prendere prima del pasto), 2 panini al prosciutto, 1 uovo, 6/7 noci con pane, 2 mele, 2 zenzeri e 2 biscotti. Per la sera si era imposto 1 uovo col pane, 5 noci, latte zuccherato con una fetta biscottata o 3 biscotti. Gustav Mahler fu sostenitore della dieta vegetariana di Nietzsche tanto da mangiare fino alla nausea pane e mele renette, Anche la moglie, Alma Schindler era nietzschiana, e dunque credeva che queste prescrizioni facessero bene, ma non sapeva comunque resistere a salsicce e stinco di maiale annaffiati di birra e vodka.


Concludo sfruttando la frase di uno della nostra epoca, Nino Frassica, che meglio riassume le abitudini odierne "Da quando sto a Milano sto facendo una dieta da uno dei migliori dietologi. In sei mesi ho perso 21mila euro".

2 commenti:

  1. ahahahahahahaahahhaha!!!Belline queste discussioni così!!!Non oso immaginare la fiatella di Kant, tra senape, merluzzo e lesso!!
    e come minchia faceva sissi a camminare con 5 kili di capelli su i' capo!!!!???

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  2. Ahahahahahah ma il pezzo meglio è la Alma Schindler...bella ghiozza!!

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